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LISTA DEI DISTURBI PSICOLOGICI PIÚ COMUNI

Disturbi psicologici


L’espressione “disturbo psicologico” è talvolta usata per riferirsi a ciò che è più frequentemente noto come disturbo mentale. I disturbi mentali sono sintomi (vedi differenze tra segno e sintomo) comportamentali e psicologici che colpiscono più aree della vita. Tali disturbi creano angoscia per la persona che sta vivendo i sintomi associati.

Sebbene, l’elenco di seguito proposto non sia completo, include alcune delle principali categorie di disturbi descritti nel Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali (DSM). L’ultima edizione del manuale diagnostico è il DSM-5 è stata pubblicata a maggio dell’anno 2013. Il DSM è uno dei sistemi più utilizzati da medici, psichiatri e psicologi di tutto il mondo per classificare i disturbi mentali e fornisce criteri diagnostici standardizzati.

PRINCIPALI DISTURBI RAGGRUPPATI IN 13 SCHEDE RIASSUNTIVE

I disturbi psicotici causano il distacco dalla realtà. Le persone con queste diagnosi sperimentano deliri, allucinazioni, pensieri e discorsi disorganizzati.

La schizofrenia è probabilmente la più conosciuta di queste malattie, anche se il distacco dalla realtà a volte può influenzare le persone con altri disturbi psichiatrici.

►Altri disturbi psicotici

La maggior parte dei sintomi della schizofrenia sono sintomi di psicosi, ma è possibile avere sintomi psicotici senza avere la schizofrenia. Altri disturbi psicotici includono:

– Disturbo schizofreniforme;

– Disturbo schizoaffettivo;

– Breve disturbo psicotico;

– Disturbo delirante;

– Disturbo psicotico indotto da sostanze e farmaci;

– Disturbo psicotico dovuto ad altra condizione medica.

Il disturbo bipolare è caratterizzato da cambiamenti nell’umore e nei livelli di attività e di energia. Il disturbo spesso comporta un’alternanza tra stati d’animo elevati e periodi di depressione. Tali stati d’animo elevati possono essere pronunciati e sono indicati come mania o ipomania.

Rispetto alla precedente edizione del DSM, nel DSM-5 i criteri per gli episodi maniacali e ipomaniacali includono una maggiore attenzione ai cambiamenti nei livelli di energia e attività, nonché i cambiamenti di umore.

– La mania è caratterizzata dal sentirsi eccessivamente eccitato e iperattivo. I periodi di mania sono talvolta caratterizzati da sentimenti di distrazione, irritabilità e eccessiva sicurezza. Le persone che stanno vivendo la mania sono anche più inclini a impegnarsi in attività che potrebbero avere conseguenze negative a lungo termine, come ad esempio il gioco d’azzardo e lo shopping sfrenato. 

– Gli episodi depressivi sono caratterizzati da sentimenti di intensa tristezza, senso di colpa, stanchezza e irritabilità. Durante il periodo di depressione, le persone con disturbo bipolare possono perdere interesse nelle attività che di solito preferivano, sperimentare difficoltà del riposo notturno e persino avere pensieri di suicidio.

Sia gli episodi maniacali che quelli depressivi possono essere spaventosi tanto per la persona che sta vivendo questi sintomi quanto per i familiari e gli amici che osservano questi comportamenti e cambiamenti di umore. 

Fortunatamente, trattamenti appropriati ed efficaci, che spesso includono sia farmaci che psicoterapia, possono aiutare le persone con disturbo bipolare a gestire con successo i loro sintomi.

I Disturbi depressivi includono disturbi caratterizzati da sentimenti di estrema tristezza e inutilità, insieme a un ridotto interesse per le attività che in precedenza erano considerate piacevoli. Gli esempi includono il disturbo depressivo maggiore, il disturbo depressivo persistente (Distimia) e il disturbo disforico premestruale, che è più grave della sindrome premestruale più conosciuta. La sindrome premestruale non è classificata come disturbo psichiatrico.

– Disturbo depressivo maggiore: comporta lunghi periodi di estrema tristezza, disperazione e / o affaticamento che durano per due settimane o più.

– Disturbo depressivo persistente (distimia): i segni e i sintomi del disturbo distimico sono molto simili al disturbo depressivo maggiore, ma tendono ad essere più miti e di natura cronica (da almeno due anni).

– Disturbo disforico premestruale: questa diagnosi si basa sulla presenza di sintomi specifici nella settimana prima dell’inizio delle mestruazioni, seguita dalla risoluzione di questi sintomi dopo l’esordio. I sintomi devono includere uno o più dei seguenti: sbalzi d’umore, irritabilità o rabbia, umore depresso o disperazione, ansia o tensione, nonché uno o più altri sette sintomi, con un totale di almeno cinque sintomi.

I disturbi d’ansia sono caratterizzati da paura eccessiva e persistente, preoccupazione e disturbi comportamentali correlati. La paura implica una risposta emotiva a una minaccia, reale o percepita. 

I tipi di disturbi d’ansia includono:

– Disturbo d’ansia generalizzato, caratterizzato da un’eccessiva preoccupazione per gli eventi quotidiani così pervasiva da interferire con il benessere e il funzionamento di una persona. 

– L’agorafobia (paura della piazza) è caratterizzata da una spiccata paura del soggetto di stare in ambienti non familiari o in luoghi pubblici (ampi spazi). Le persone che soffrono di questo disturbo spesso temono di subire un attacco di panico in quanto la (possibile) fuga potrebbe essere difficile. 
A causa di questa paura, coloro che soffrono di agorafobia spesso evitano situazioni che potrebbero scatenare un attacco di ansia. In alcuni casi, questo comportamento di evitamento può essere tale da non consentire alla persona di allontanarsi dalla propria casa.

– Il Disturbo d’ansia sociale è un disturbo psicologico abbastanza comune che implica una paura irrazionale di essere osservati e giudicati. L’ansia causata da questo disturbo può avere un impatto così rilevante sulla vita di un individuo tale da condizionare negativamente il rendimento scolastico, i rapporti di lavoro e influenzare anche altri contesti sociali.

Fobie specifiche comportano una paura estrema per un oggetto o per una situazione specifica ambientale. Alcuni esempi di fobie specifiche comuni sono la paura dei ragni, la paura delle altezze o la paura dei serpenti. I quattro principali tipi di fobie specifiche coinvolgono eventi naturali (tuoni, fulmini, trombe d’aria), clinico sanitari (procedure mediche, procedure dentistiche, attrezzature mediche), animali (cani, serpenti, insetti) e situazionali (piccoli spazi, guidare l’auto). Di fronte a un oggetto o una situazione fobica, le persone possono provare nausea, tremori, battito cardiaco accelerato e persino paura di morire.

– Il Disturbo di panico è un disturbo della mente caratterizzato da attacchi di panico che spesso sembrano sopraggiungere dal nulla e senza alcuna plausibile ragione. Per questo motivo, le persone con disturbo di panico spesso provano ansia e preoccupazione per la possibilità di avere un altro attacco di panico. 
Le persone possono iniziare a evitare situazioni in cui si sono verificati attacchi in passato o che potrebbero verificarsi in futuro. Ciò può creare menomazioni significative in molte aree della vita quotidiana e rendere difficile l’esecuzione delle normali attività.

– Disturbo d’ansia da separazione è un tipo di disturbo d’ansia che comporta una quantità eccessiva di paura o di ansia legati alla possibilità di separarsi dalle figure affettive. I sintomi implicano una paura estrema di stare lontano dal caregiver familiare o dalla figura di attaccamento. 

Questo disturbo è causato dall’esposizione a un evento stressante o traumatico. I disturbi principali di questa categoria includono:

– Disturbo acuto da stress, è caratterizzato dall’emergere di un’ansia grave circa un mese dopo l’esposizione a un evento traumatico come disastri naturali, guerre, gravi incidenti
Di conseguenza, l’individuo può sperimentare sintomi dissociativi come un senso di realtà alterata, l’incapacità di ricordare aspetti importanti dell’evento e un vivido flashback come se l’evento si ripetesse. Altri sintomi possono includere una ridotta reattività emotiva, ricordi angoscianti del trauma e difficoltà a provare emozioni positive.

– I disturbi di adattamento possono verificarsi come risposta a un cambiamento improvviso come una separazione/divorzio, perdita del lavoro, fine di una relazione, o forte delusione. Questo tipo di disturbo psicologico può colpire sia bambini che adulti ed è caratterizzato da sintomi come ansia, irritabilità, umore depresso, preoccupazione, rabbia, disperazione e isolamento.  

Disturbo da stress post-traumatico può svilupparsi dopo che un individuo ha vissuto un evento traumatico, catastrofico o violento. I sintomi di PTSD includono ricordi intrusivi dell’evento, incubi, flashback, esplosioni di rabbia, difficoltà di concentrazione e risposta allarmata esagerata.

I disordini dissociativi sono disturbi psicologici che comportano una dissociazione o un’interruzione degli aspetti della coscienza, compresa l’identità e la memoria.

I disordini dissociativi includono:

– L’amnesia dissociativa comporta una temporanea perdita di memoria a causa della dissociazione. In molti casi, questa perdita di memoria, che può durare solo per un breve periodo o per molti anni, è il risultato di qualche tipo di trauma psicologico. 
L’amnesia dissociativa è molto più della semplice dimenticanza. Coloro che sperimentano questo disturbo possono ricordare alcuni dettagli sugli eventi passati ma potrebbero non avere alcun ricordo di altri dettagli in un periodo di tempo circoscritto.

– Disturbo dissociativo dell’identità, precedentemente noto come disturbo di personalità multipla, implica la presenza di due o più identità o personalità diverse. Ognuna di queste personalità ha il suo modo di percepire e interagire con l’ambiente. Le persone con questo disturbo sperimentano cambiamenti nel comportamento, nella memoria, nella percezione, nella risposta emotiva e nella coscienza.

– Il disturbo di depersonalizzazione / derealizzazione è caratterizzato dall’esperienza di essere al di fuori del proprio corpo (depersonalizzazione) e di essere disconnessi dalla realtà (derealizzazione). Le persone che hanno questo disturbo spesso sentono un senso di irrealtà e una disconnessione involontaria dai propri ricordi, sentimenti e coscienza.

Precedentemente citato sotto il titolo di disturbi somatoformi, questa categoria è ora nota come sintomi somatici e disturbi correlati. I disturbi da sintomi somatici sono una classe di disturbi psicologici che coinvolgono sintomi fisici prominenti che potrebbero non avere una causa fisica diagnosticabile.

In contrasto con i precedenti modi di concettualizzare questi disturbi basati sull’assenza di una spiegazione medica per i sintomi fisici, l’attuale diagnosi enfatizza i pensieri, i sentimenti e i comportamenti anormali che si verificano in risposta a questi sintomi.

Disturbi inclusi in questa categoria:

– Il disturbo da sintomi somatici comporta una preoccupazione per i sintomi fisici che rendono difficile il normale funzionamento. Questa preoccupazione per i sintomi si traduce in disagio emotivo e difficoltà nel far fronte alla vita quotidiana. 
È importante notare che i sintomi somatici non indicano che l’individuo sta fingendo il suo dolore fisico, la stanchezza o altri sintomi. In questa situazione, non sono tanto i sintomi fisici effettivi che stanno distruggendo la vita dell’individuo, quanto la reazione estrema e i comportamenti conseguenti.

– Disturbo d’ansia da malattia è caratterizzato da eccessiva preoccupazione di avere una condizione medica non diagnosticata. Coloro che sperimentano questo disturbo psicologico si preoccupano eccessivamente delle funzioni e delle sensazioni corporee, sono convinti di avere o che avranno una malattia grave e non si rassicurano quando gli accertamenti medici sono negativi. 
Questa preoccupazione per la malattia provoca ansia e angoscia significative. Porta anche a cambiamenti nel comportamento, spingendo il soggetto ad effettuare continui esami e visite mediche e a evitare circostanze che potrebbero rappresentare un rischio per la salute.

– Il disturbo di conversione (noto anche come disturbo funzionale dei sintomi neurologici) è una condizione psicologica che causa sintomi simili a quelli neurologici, come paralisi, disturbi del linguaggio o tremori.  In genere si verifica un improvviso insorgere di sintomi che influenzano la funzione motoria o sensoriale volontaria i quali possono scomparire altrettanto repentinamente, senza alcuna ragione fisiologica. I sintomi possono riguardare qualsiasi deficit neurologico immaginabile, tra cui paralisi, perdita della voce (afonia), disturbi del coordinamento, cecità temporanea, perdita dell’olfatto (anosmia) o contatto (anestesia).

– Il disturbo fittizio si verifica quando un individuo crea intenzionalmente, anche con artifici i sintomi della malattia. La sindrome di Munchausen, in cui le persone fingono una malattia per attirare l’attenzione, è una forma grave di disturbo fittizio.

I disturbi alimentari sono caratterizzati da preoccupazioni ossessive per il proprio peso e la forma fisica e da abitudini alimentari disfunzionali che influiscono negativamente sulla salute fisica e mentale. 

Alcuni tipologie di disturbi alimentari sono:

– L’anoressia nervosa – Coloro che sperimentano questo disturbo hanno una immotivata paura di ingrassare, oltre a una visione distorta del proprio aspetto.

– La bulimia nervosa è caratterizzata da abbuffate e condotte estreme per compensarle. Questi comportamenti compensatori possono includere vomito autoindotto, abuso di lassativi o diuretici ed esercizio fisico eccessivo. 

– Il disturbo della ruminazione è contrassegnato dal rigurgito di cibo precedentemente masticato o ingerito. La maggior parte delle persone colpite da questo disturbo sono bambini o adulti che hanno anche un ritardo dello sviluppo o una disabilità intellettiva. Ulteriori problemi che possono derivare da questo comportamento includono ulcere esofagee e malnutrizione.

– Picacismo (comunemente detto Pica) comporta bramosia e consumo di sostanze non alimentari come terra, sabbia, vernice o sapone, ecc. Il disturbo colpisce più comunemente i bambini e le persone con disabilità dello sviluppo.

– Il disturbo da alimentazione incontrollata è stato introdotto per la prima volta nel DSM-5 e comporta episodi di abbuffate in cui l’individuo consuma una quantità insolitamente enorme di cibo nel corso di qualche ora, senza condotte compensatorie (vomito, diuretici, ecc.). Gli episodi di abbuffate sono a volte innescati da certe emozioni come sentirsi felici o ansiosi, dalla noia o dagli eventi stressanti.

I disturbi del sonno comportano ritmi sonno/veglia irregolari.

Esempi di disturbi del sonno sono:

– La narcolessia è una condizione in cui le persone sperimentano un irrefrenabile bisogno di dormire. Le persone con narcolessia possono sperimentare un’improvvisa perdita del tono muscolare.

– Disturbo di insonnia comporta l’incapacità di dormire sufficientemente e sentirsi riposati. Il grado di disturbo può variare. In genere il soggetto impiega più di 30 minuti per addormentarsi con un tempo totale di sonno mediamente inferiore alle sei ore.

– Il disturbo da ipersonnia è caratterizzato da un sonno eccessivo durante il giorno e/o da un sonno notturno prolungato. Le persone con questa condizione possono addormentarsi durante il giorno in orari inconsueti, al lavoro oppure a scuola. Oltre a questa eccessiva sonnolenza, le persone con ipersonnia possono anche provare ansia, problemi di memoria, perdita di appetito, lentezza di pensiero e disorientamento al risveglio.

– Disturbi del sonno legati alla respirazione sono quelli che coinvolgono anomalie respiratorie tra cui apnea del sonno e russamento cronico che può verificarsi durante il sonno. Questi problemi respiratori possono comportare brevi interruzioni nel sonno che possono portare ad altri problemi tra cui insonnia e sonnolenza diurna. 

– Le parasonnie, anche questi correlati alla respirazione, coinvolgono disturbi che presentano comportamenti anormali che si verificano durante il sonno. Tali disturbi includono il sonnambulismo, incubi e parlare durante il sonno.

– La sindrome delle gambe senza riposo è una condizione neurologica che comporta avere un irresistibile bisogno di muovere le gambe per alleviare le sensazioni. Le persone affette da questa condizione possono avvertire sensazioni di tensione e bruciore alle gambe, che cercano di alleviare con un movimento eccessivo e continuo, che interferisce con il sonno.

I disturbi di questa categoria sono quelli che implicano l’incapacità di controllare le emozioni e i comportamenti, con conseguente danno a se stessi e agli altri. Questi problemi di controllo emotivo e comportamentale sono caratterizzati da azioni che violano i diritti degli altri come l’aggressione fisica, il rispetto delle leggi e rapporti conflittuali con le autorità.

Esempi di questi disturbi sono:

– La cleptomania comporta l’incapacità di controllare l’impulso di rubare. Le persone che soffrono di cleptomania spesso rubano cose di cui non hanno realmente bisogno. Coloro che soffrono questa condizione sperimentano un’escalation di tensione prima di commettere il furto e provano sollievo e gratificazione dopo averlo eseguito.

– La piromania si caratterizza dall’attrazione per il fuoco e si concretizza compiendo atti di innesco che mettono in pericolo se stessi e gli altri.

– Il disturbo esplosivo intermittente è caratterizzato da brevi esplosioni di rabbia e violenza che sono sproporzionate rispetto alla situazione. Le persone con questo disturbo possono esplodere in scoppi di rabbia o azioni violente in risposta a fastidi o delusioni quotidiani.

– Il disturbo della condotta è una condizione diagnosticata nei bambini e negli adolescenti di età inferiore ai 18 anni che violano regolarmente le norme e le regole sociali e i diritti degli altri. Questi comportamenti determinano problemi significativi nel funzionamento scolastico e sociale dell’adolescente.

– Disturbo oppositivo provocatorio inizia prima dei 18 anni ed è caratterizzato da sfida, irritabilità, rabbia, aggressività e vendetta. I ragazzi con disturbo provocatorio oppositivo si rifiutano di soddisfare quasi sempre le richieste degli adulti e si impegnano in comportamenti che infastidiscono deliberatamente gli altri.

I disturbi correlati a sostanze sono quelli che comportano l’uso e l’abuso di diverse sostanze come cocaina, metanfetamina, oppiacei e alcol. Questi disturbi possono includere condizioni indotte dalla sostanza che possono causare molte diagnosi associate tra cui intossicazione, astinenza, comparsa di psicosi, ansia e delirio.

Esempi di disturbi legati alla sostanza:

– I disturbi legati all’alcol comportano il consumo eccessivo di alcol, aumentando la quantità nel corso del tempo.

– Il disturbo da uso di inalanti comporta l’inalazione dei fumi di vernici o solventi, ecc. Le persone provano grande desiderio e trovano difficile smettere tale comportamento.

– Il disturbo da uso di stimolanti è una nuova categoria ora trovata nel DSM-5 che prevede l’uso di stimolanti come le metanfetamine, anfetamine e cocaina.

– Il disturbo dell’uso del tabacco è caratterizzato dal consumo eccessivo di tabacco, difficoltà a ridurre o smettere, con conseguenze sociali negative a seguito dell’abuso.

Il DSM-5 include anche il disturbo del gioco d’azzardo sotto questa classificazione. L’American Psychiatric Association spiega che questo cambiamento “riflette la crescente e consistente evidenza che alcuni comportamenti, come il gioco d’azzardo, attivano il sistema di ricompensa cerebrale con effetti simili a quelli delle droghe d’abuso e che i sintomi del disturbo del gioco assomigliano in una certa misura a disturbi dell’uso di sostanze “.

I disturbi neurocognitivi sono caratterizzati da deficit acquisiti nella funzione cognitiva. Questi disturbi non includono quelli in cui la cognizione compromessa era presente alla nascita o nei primi anni di vita.

Tipi di disturbi cognitivi includono:

– Delirium, noto anche come stato confusionale acuto, che si sviluppa in un breve periodo di tempo (di solito poche ore o pochi giorni e in genere reversibile) è caratterizzato da confusione mentale, da disturbi dell’attenzione e del pensiero disorganizzato.

– I principali e lievi disturbi neurocognitivi hanno la caratteristica principale del declino cognitivo acquisito in una o più aree tra cui la memoria, l’attenzione, il linguaggio, l’apprendimento e la percezione. Tali disturbi possono essere dovuti a condizioni mediche come il morbo di Alzheimer, l’infezione da HIV, il morbo di Parkinson, l’uso di sostanze / medicinali, malattie vascolari e altro ancora.

I disturbi della personalità sono caratterizzati da un modello permanente di pensieri, sentimenti e comportamenti disadattivi che possono causare seri danni alle relazioni e ad altre aree della vita sociale.

I tipi di disturbi della personalità includono:

– Il disturbo antisociale di personalità è caratterizzato da un disprezzo per le regole, le norme sociali e i diritti degli altri. Le persone con questo disturbo di solito iniziano a mostrare sintomi durante l’infanzia, hanno difficoltà a provare empatia per gli altri e non hanno rimorsi per i loro comportamenti distruttivi.

– Il disturbo evitante di personalità implica una grave inibizione sociale e sensibilità al rigetto. Tali sentimenti di insicurezza portano a problemi significativi con la vita e il quotidiano dell’individuo.

– Il disturbo borderline di personalità è associato a sintomi quali instabilità emotiva, relazioni interpersonali instabili e intense, immagine di sé instabile e comportamenti impulsivi.

– Il disturbo dipendente di personalità – La dipendenza può essere definita come un bisogno eccessivo di fare affidamento sugli altri per supporto, guida e protezione. La caratteristica chiave del disturbo dipendente di personalità è, appunto, l’eccessivo bisogno di cure e di protezione associato alla paura di rimanere soli. Gli individui con disturbo dipendente di personalità hanno un’immagine di sé come impotenti e quindi cercano di legarsi a qualche figura più forte che possa fornire loro le risorse per sopravvivere ed essere felici.

– Il disturbo istrionico di personalità è associato a modelli di estrema emotività e comportamenti di ricerca dell’attenzione. Le persone con questa condizione si sentono a disagio in ambienti in cui non sono al centro dell’attenzione, hanno emozioni che cambiano rapidamente e possono intraprendere comportamenti socialmente inappropriati per attirare l’attenzione degli altri.

– Il disturbo narcisistico di personalità è associato a un modello duraturo di egocentrismo e di scarsa empatia. Le persone con questa condizione tendono ad essere più interessate a se stesse che agli altri.

– Il disturbo ossessivo-compulsivo di personalità è un modello pervasivo di preoccupazione per l’ordine, perfezionismo, inflessibilità e controllo mentale e interpersonale. Questa è una condizione diversa rispetto al disturbo ossessivo-compulsivo (DOC).

– Il disturbo paranoide di personalità è caratterizzato da una sfiducia nei confronti degli altri, persino della famiglia, degli amici e dei partner. Le persone con questo disturbo percepiscono le intenzioni degli altri come malevole, anche senza alcuna prova o giustificazione.

– Il disturbo schizoide di personalità implica sintomi che includono l’essere distaccati dalle relazioni sociali. Le persone con questo disturbo sono concentrati nelle loro vite interiori e sono spesso indifferenti alle relazioni. Generalmente mostrano una mancanza di espressione emotiva e possono apparire freddi e distaccati.

– Il disturbo schizotipico di personalità presenta eccentricità nella parola, nei comportamenti, nell’aspetto e nel pensiero. Le persone con questa condizione possono sperimentare strane credenze o “pensiero magico” e difficoltà nelle relazioni.

I disordini e i disturbi psicologici possono causare malessere quotidiano, nelle relazioni personali e sociali, nell’ambito lavorativo e scolastico. Con una diagnosi e un trattamento appropriati, tuttavia, le persone possono trovare sollievo dai loro sintomi e scoprire nuovi e funzionali modi per farvi fronte in maniera efficace.

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