disturbo da stress post traumatico - PTSD (Erika Salonia Psicologa)

Disturbo da stress post-traumatico (PTSD)4 min. lettura

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Articolo scritto dalla Dr.ssa Erika Salonia

Descrizione

Il Disturbo da stress post-traumatico (PTSD) è una condizione di malessere psicologico scatenata da un evento orrendo, sia vissuto in prima persona sia per coloro che hanno assistito. I sintomi possono includere flashback, incubi e grave ansia, così come pensieri angoscianti senza controllo, intorpidimento emotivo e risposte iper-esagerate al pericolo percepito.

La maggior parte delle persone che attraversa eventi traumatici può avere difficoltà temporanee nell’adattamento e nella gestione, ma con il tempo e una buona cura di sé, di solito migliora. Se i sintomi peggiorano, durano per mesi o addirittura anni e interferiscono con il funzionamento quotidiano, ed è quindi possibile che si tratti di PTSD.

Richiedere un trattamento specialistico efficace dopo lo sviluppo dei sintomi di PTSD può essere fondamentale per ridurre i sintomi e migliorare la funzionalità.

Sintomi

I sintomi post-traumatici da stress possono iniziare entro un mese da un evento traumatizzante, ma a volte possono non manifestarsi fino a anni dopo l’evento stesso. Tale condizione può causare problemi significativi nelle relazioni sociali o lavorative e in quelle affettive. Nei casi più importanti può anche interferire con la capacità di svolgere le normali attività quotidiane.

I sintomi del PTSD sono generalmente raggruppati in quattro tipi: ricordi intrusivi, evitamento, cambiamenti negativi nel pensiero e nell’umore e cambiamenti nelle reazioni fisiche ed emotive, e possono variare nel tempo o da persona a persona.

Cambiamenti negativi nel pensiero e nell’umore

I sintomi di mutamenti negativi nel pensiero e nell’umore possono includere:

  • Pensieri ostili su se stessi, sulle altre persone o sull’ambiente circostante;
  • Visione negativa del futuro;
  • Problemi di memoria, incluso non ricordare aspetti importanti dell’evento traumatico;
  • Difficoltà a mantenere soddisfacenti relazioni sociali;
  • Percepirsi distaccati dalla famiglia e dagli amici;
  • Mancanza di interesse per le attività una volta preferite;
  • Difficoltà a provare emozioni positive;
  • Insensibilità emotiva diffusa.

Cambiamenti nelle reazioni fisiche ed emotive

I cambiamenti nelle reazioni fisiche ed emotive possono includere:

  • Immotivata ed esagerata insorgenza di paure;
  • Essere costantemente in difesa per eventuali pericoli;
  • Comportamento autodistruttivo, come l’abuso di alcol oppure guidare in modo incauto;
  • Insonnia;
  • Difficoltà di concentrazione;
  • Irritabilità, scoppi d’ira o comportamento aggressivo;
  • Senso di colpa o vergogna travolgente.

Intensità dei sintomi

I sintomi di PTSD possono variare di intensità nel tempo. Si possono acutizzare a causa di uno stress generale, o quando alcuni ricordi affiorano dal passato. Ad esempio, apprendere la notizia di una violenza sessuale può fare emergere i ricordi di una esperienza vissuta in maniera similare.

Quando rivolgersi a uno specialista

Se si hanno pensieri e sentimenti inquietanti su un evento traumatico per più di un mese, se sono intensi o se si ritiene di avere problemi a riprendere il controllo della propria vita, è assolutamente necessario chiedere aiuto a un professionista della salute mentale. Iniziare il trattamento psicologico il più presto possibile può inibire il peggioramento e favorire la regressione dei sintomi di PTSD.

Fattori di rischio

Le persone di tutte le età possono soffrire un disturbo da stress post-traumatico. Tuttavia, alcuni fattori potrebbero facilitare lo sviluppo di PTSD dopo un evento traumatico, come ad esempio:

  • Provare traumi intensi o di lunga durata;
  • Avere vissuto altri traumi prima nella vita, come l’abuso infantile;
  • Avere un lavoro che aumenta il rischio di essere esposti a rischi e pericoli, come quello delle Forze dell’ordine, militari, Vigili del Fuoco e soccorritori;
  • Essere affetto da altri problemi di salute mentale, come ansia o depressione;
  • Avere problemi con l’abuso e la dipendenza, come bere in eccesso o uso di droghe;
  • Mancanza o insufficiente supporto familiare e degli amici;
  • Avere consanguinei con problemi di salute mentale, tra cui ansia o depressione.

Tipi di eventi traumatici

Oltre a quelli succitati, molti altri eventi traumatici possono anche portare a PTSD, come incendi, calamità naturali, aggressioni, rapine, incidenti aerei, torture, rapimenti, diagnosi mediche potenzialmente letali, attacchi terroristici e altri eventi estremi.

Prevenzione

La Famiglia

Dopo avere vissuto un evento traumatico, molte persone accusano inizialmente sintomi simili a PTSD, come ad esempio: sentirsi continuamente minacciati e incapacità di interrompere il flusso di pensieri negativi su quello che è successo. Paura, ansia, rabbia, depressione, senso di colpa sono tutte possibili reazioni al trauma. 

In genere, la maggior parte delle persone esposte a traumi non sviluppa il disturbo post-traumatico da stress per lunghi periodi, e per attenuare i sintomi può richiedere l’aiuto di parenti e amici che ascolteranno e offriranno il loro conforto. Alcune persone potrebbero anche trovare utile avvicinarsi maggiormente alla loro comunità religiosa o di fede. Un fattore importante che i familiari devono prendere seriamente in considerazione è prevenire il ricorso a comportamenti malsani, come abuso di alcol o droghe.

Lo Psicologo

Tuttavia, nei casi più rilevanti, assicurarsi l’aiuto e il supporto psicologico tempestivo può impedire che le normali reazioni di stress peggiorino e si sviluppino in PTSD. 

Tale circostanza deve portare la persona che sospetta l’insorgenza di PTSD a contattare un professionista della salute mentale per iniziare un breve percorso di trattamento specifico.

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Nota Bene: La Psicologa Erika Salonia propone argomenti di pertinenza psicologica, con l’obiettivo di sensibilizzare i lettori alla cultura della salute mentale, per promuovere il cambiamento e il benessere psicofisico, migliorare la qualità della vita, stimolare le risorse delle persone e dei contesti e, soprattutto, per impedire che il disagio divenga malattia. Informa, altresì l’utenza, che gli articoli in nessun caso possono costituire la prescrizione di un trattamento o sostituire la visita specialistica o il confronto diretto con il proprio medico curante.

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