Erika Salonia Psicologa (Messina)
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disturbo ciclotimico (Erika Salonia Psicologa)

Disturbo CiclotimicoTempo di lettura: 4 minuti

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Il disturbo ciclotimico è una forma lieve del disturbo bipolare, caratterizzata da episodi di sintomi ipomaniacali (umore elevato ed euforia) e sintomi depressivi che durano per almeno due anni.


Definizione

Il disturbo ciclotimico è caratterizzato da oscillazioni croniche e fluttuanti dell’umore, favorendo la comparsa sia dei sintomi della depressione sia quelli dell’ipomania. Il disturbo ciclotimico è ugualmente comune nei maschi come nelle femmine. 

L’ipomania può innescare periodi di umore elevato, euforia ed eccitazione, tuttavia difficilmente disconnette la persona dalla realtà e può, talvolta, facilitare una produttività maggiore. Per questo motivo, il disturbo non sempre viene riconosciuto da chi lo vive. Senza un’adeguata terapia, tuttavia, l’ipomania può diventare una mania grave o può trasformarsi in depressione.

Affinché il disturbo ciclotimico possa essere diagnosticato, i sintomi ipomaniacali e i sintomi depressivi devono essere presenti, in momenti separati, per un periodo di almeno due anni. Il disturbo in argomento può avere inizio nell’adolescenza o nella prima età adulta, con il rischio, tra il 15 e il 50 percento, che la persona svilupperà in futuro il disturbo bipolare di tipo I o di tipo II. Tuttavia il disturbo può regredire in modo spontaneo e, pertanto, l’ipomania o la depressione sono scongiurati. 

Sintomi

Per almeno due anni (un anno per bambini e adolescenti), l’individuo mostra periodi alternati ipomaniacali e periodi di depressione.

I sintomi ipomaniacali sono di breve durata e non gravi.

Gli eventi di ipomania possono essere:

• Aumento di energia, irrequietezza e attività;

• Umore eccessivamente “alto”, euforia immotivata;

• Irritabilità;

• Eccessivo dialogo interiore, i pensieri si rincorrono alla rinfusa;

• Distrazione, incapacità di concentrazione;

• Essere più loquace del solito, sentirsi continuamente sollecitati a parlare;

• Convinzioni non realistiche delle proprie abilità;

• Scarsa capacità di giudizio;

• Acquisti folli e immotivati;

• Aumento del desiderio sessuale;

• Tendenza ad abusare di droghe, in particolare cocaina, di farmaci per poter dormire e di alcol;

• Comportamento provocatorio, intrusivo e aggressivo;

• Affermare con forza che tutto va bene, anche quando non è vero.

I sintomi depressivi implicano:

• Tristezza persistente;

• Stanchezza e svogliatezza;

• Eccessiva sonnolenza o incapacità di dormire;

• Aumento o diminuzione dell’alimentazione, con conseguenze proporzionate;

• Perdita dell’autostima;

• Sentimenti di essere inutili, disperazione e senso di colpa;

• Difficoltà a concentrarsi, a ricordare o a prendere decisioni;

• Evitare amici e vita sociale;

• Cessazione di hobby, occupazioni e attività prima preferite.

Si può diagnosticare il disturbo ciclotimico se:

• Durante il periodo di due anni (un anno per i pazienti più giovani), i sintomi si presentano da oltre due mesi consecutivi;

• Il paziente non ha mai avuto un episodio depressivo maggiore o episodi maniacali;

• Il disturbo non esiste solo nel contesto di un disturbo psicotico;

• I sintomi non sono direttamente riconducibili ad un malessere fisico o all’uso di sostanze psicotrope;

• I sintomi provocano disagio significativo, compromettendo le relazioni sociali, lavorative e personali.

Le cause

I processi che causano il disturbo ciclotimico sono sconosciuti. Sebbene gli sbalzi d’umore possano essere irregolari e improvvisi, la gravità manifestata è molto meno estrema di quella del disturbo bipolare (malattia maniaco-depressiva). A differenza di quest’ultimo, i periodi di ipomania non si trasformano in mania, in cui la persona può perdere il controllo di sé, attuare comportamenti sessuali a rischio, abusare di droghe o perdere il contatto con la realtà.

Per comprendere le cause della ciclotimia, può essere utile esplorare quelle del disturbo bipolare.

La maggior parte degli scienziati concorda sul fatto che non esiste una singola causa dei disturbi bipolari, piuttosto sembra verosimile che possano essere molti i fattori che causano queste condizioni. È noto, tuttavia, che il disturbo bipolare di tipo I e II sono più frequenti tra parenti biologici stretti con diagnosticato il disturbo ciclotimico. 

Trattamenti

Il trattamento per la ciclotimia è simile a quello del disturbo bipolare di tipo I e di tipo II e  dipende dalla gravità dei sintomi. 

La maggior parte delle persone con disturbo bipolare – anche nelle forme più gravi – possono raggiungere una sostanziale stabilizzazione dei loro sintomi con un intervento adeguato. Poiché questa è una malattia ricorrente, il trattamento preventivo a lungo termine è fortemente raccomandato e quasi sempre indicato. Una strategia che combina farmaci e psicoterapia è ottimale per gestire il disturbo bipolare nel tempo.

Durante il trattamento psicologico del disturbo bipolare si possono verificare cambiamenti dell’umore, che devono essere segnalati immediatamente allo specialista, al fine di calibrare meglio la pianificazione della terapia. Lavorare a stretto contatto con un professionista e comunicare apertamente eventuali preoccupazioni può fare la differenza nell’efficacia del processo psicologico.

Inoltre, è consigliato annotare la fenomenologia dell’umore quotidiano, la qualità del sonno e altri eventi, poiché ciò può aiutare lo specialista a monitorare e curare la malattia in modo più efficace.

Gli studi hanno dimostrato che gli interventi psicologici possono portare a un aumento della stabilità dell’umore. Il numero degli incontri, la frequenza e il tipo di sessioni devono essere calibrati sulle esigenze di trattamento di ogni singola persona.  

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Nota Bene: La Psicologa Erika Salonia propone argomenti di pertinenza psicologica, con l’obiettivo di sensibilizzare i lettori alla cultura della salute mentale, per promuovere il cambiamento e il benessere psicofisico, migliorare la qualità della vita, stimolare le risorse delle persone e dei contesti e, soprattutto, per impedire che il disagio divenga malattia. Informa, altresì l’utenza, che gli articoli in nessun caso possono costituire la prescrizione di un trattamento o sostituire la visita specialistica o il confronto diretto con il proprio medico curante.

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